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Cinque settimane in Cina: riflessioni di una viaggiatrice

La sua esperienza sincera dopo cinque settimane in Cina

Destinazione:CinaProvincia:YunnanCittà:Kunming
La sua esperienza sincera dopo cinque settimane in Cina
Because I'm Lizzy28 min

La sua esperienza sincera dopo cinque settimane in Cina. Questo è stato girato da Because I'm Lizzy. Guarda il viaggio per intero e consulta in questa pagina le informazioni sulle riprese e le destinazioni.

Dopo cinque settimane in Cina, Timi ripercorre le difficoltà pratiche e gli incontri che hanno segnato il suo viaggio in solitaria.

--- Because I'm Lizzy
12/4/2026, Primavera in Cina

Guida e consigli di viaggio tratti da questo video

Timi, alla sua prima esperienza da viaggiatrice in solitaria, riflette su cinque settimane in Cina. La barriera linguistica e alcune differenze culturali l’hanno messa alla prova; tra gli aspetti positivi ricorda l’aiuto della polizia, i dettagli artistici nelle città e gli incontri quotidiani. Parla anche di cibo vegetariano, bagagli e altitudine a Kunming. Nel suo racconto offre consigli pratici a chi vuole prepararsi a un viaggio simile.

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La sua esperienza sincera dopo cinque settimane in Cina

Cinque settimane in Cina in solitaria

Timi, una viaggiatrice rumena, racconta i momenti belli, difficili e commoventi delle sue cinque settimane in solitaria in Cina. È arrivata a Shanghai dopo aver guardato serie e vlog cinesi, ma quei contenuti non potevano prepararla del tutto all’esperienza diretta. La prima impressione è stata la grandezza di ogni cosa: aeroporti, centri commerciali e città. Alcuni centri commerciali hanno sette, otto o persino dieci piani, rispetto ai due o tre a cui era abituata nel suo paese. La barriera linguistica è stata la difficoltà maggiore. Non viaggiava fuori dal suo paese da 18 anni e si è ritrovata a 10.000 chilometri di distanza, senza riuscire a comunicare con la maggior parte delle persone. Nel giorno più difficile, dopo cinque settimane in cui aveva sentito solo cinese, una persona ha risposto in mandarino a una sua domanda e lei è scoppiata a piangere. Specifica che la reazione dipendeva dalla sua sensibilità, non da una colpa dell’altra persona.

Dettagli quotidiani, cibo e altitudine

Timi ricorda però anche le persone che l’hanno aiutata, in particolare la polizia, che considera molto disponibile con i turisti che si erano persi. Per muoversi con i mezzi pubblici ha usato Amap, che definisce una risorsa fondamentale per trovare autobus e metropolitane, compresi gli autobus a due piani da cui osservava la città. Le sono piaciuti anche i piccoli dettagli: cassette elettriche dipinte, pareti decorate e strade pulite. Ha scattato centinaia di foto a questi elementi.

Tra le differenze culturali che l’hanno colpita cita gli sputi e le urla di alcuni gruppi di anziani. Al Lago Dianchi le è dispiaciuto vedere persone urlare ai gabbiani per farli volare nelle foto. Propone un consiglio: non dare loro pane bianco, che può ucciderli; meglio semi o mais. Essendo vegetariana, ha faticato a trovare cibo senza carne o strutto. Si è affidata a Happy Cow e a un biglietto scritto a mano con i caratteri cinesi per «vegetariano».

Il consiglio pratico più importante riguarda il bagaglio: avrebbe voluto viaggiare con meno borse. Ai controlli della metropolitana bisogna sollevarle sugli scanner e poi riprenderle, cosa difficile quando si passa da un treno all’altro. A Kunming l’altitudine le ha provocato capogiri e battito accelerato, come una sbornia durata due giorni. Suggerisce di informarsi prima sui medicinali per il mal di montagna e di procedere con calma. A chi viaggia da solo consiglia di conoscere persone prima della partenza tramite HelloTalk o gruppi WeChat. Tornerebbe in Cina, ma con meno bagagli e forse non da sola.

Domande frequenti (secondo l’esperienza del viaggiatore)

D: Come hai trovato cibo vegetariano in Cina?
R: Ho usato Happy Cow e ho anche scritto i caratteri cinesi per «vegetariano» su un foglio da mostrare alle persone.
D: Qual è stata la parte più difficile del viaggio?
R: La barriera linguistica è stata la cosa più difficile. Non lasciavo il mio paese da 18 anni e all’improvviso mi trovavo a 10.000 km da casa.
D: Qual è stata la scoperta più sorprendente?
R: Probabilmente quanto fossero disponibili gli agenti di polizia: mi hanno guidata ogni volta che mi perdevo. Mi hanno colpito anche le cassette elettriche dipinte.
D: Perché hai pianto durante il viaggio?
R: Dopo cinque settimane in cui sentivo solo cinese, una persona mi ha risposto in cinese quando avevo bisogno di aiuto in inglese: è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non era colpa sua, sono molto sensibile.
D: Quali app sono essenziali per viaggiare in Cina?
R: Amap per orientarti, Alipay per i pagamenti e Trip.com per prenotare hotel, treni e schede eSIM.
D: Hai avuto difficoltà con i bagni in Cina?
R: In realtà non ho usato i bagni pubblici. Ci vado prima di uscire e dopo essere tornata: ho una vescica resistente.

Video di viaggio precedente:

Cinque settimane in Cina: riflessioni di una viaggiatrice

Cinque settimane in Cina in solitaria tra Shanghai e Kunming: Timi racconta lingua, cibo vegetariano, altitudine e vita quotidiana.

Attrazioni che si vedono in questo video: Lago Dianchi, kunming green lake