Guida e consigli di viaggio tratti da questo video
Always Away parte da un ristorante animato di Suzhou, dove condivide tavoli con i residenti e prova pancetta di maiale, pesce scoiattolo, anguilla d’acqua dolce e uovo d’anatra conservato con tofu. Poi raggiunge Wuzhen, città d’acqua del settimo secolo chiamata la Venezia della Cina. Qui partecipa a un laboratorio di batik, naviga tra i canali e assaggia involtini con un involucro commestibile di riso glutinoso. La giornata termina con anatra arrosto, ravioli di gamberi e manzo brasato. Il percorso riunisce cucina, artigianato e paesaggi storici.
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Cucina locale di Suzhou e Wuzhen
Il viaggio gastronomico di Always Away comincia in un ristorante affollato di Suzhou, dove i tavoli grandi e rotanti vengono condivisi tra i clienti. I viaggiatori sono gli unici turisti che notano e percepiscono il locale come un posto autentico, rumoroso e pieno di vita. Il pranzo include pancetta di maiale con pelle croccante e un gusto dolce simile alla salsa barbecue. L’insalata di asparagi, servita fredda, ricorda al palato il cetriolo. Anche l’anguilla d’acqua dolce sorprende: la carne è consistente e arriva con una salsa gradevole, molto diversa dalle anguille gelatinose conosciute da uno dei viaggiatori nel Regno Unito.
Un altro piatto è il pesce scoiattolo, preparato con una salsa agrodolce che tende più al dolce. Il piatto colpisce anche per la presentazione. I viaggiatori assaggiano inoltre un uovo d’anatra conservato servito con tofu setoso. L’aspetto inizialmente suscita esitazione; l’uovo ha una consistenza soda e un sapore salato, e le reazioni sono diverse. La varietà del pranzo e la cucina locale lasciano una forte impressione, con la pancetta e il pesce scoiattolo tra i preferiti. I viaggiatori spiegano di essere arrivati a Suzhou dopo una precedente sosta a Shanghai e di aver accettato l’invito della compagnia Tripot. Il tavolo rotante permette di condividere le portate; i clienti del locale sono quasi tutti residenti. Tra gli altri assaggi compaiono tortini al vapore con ripieni diversi, salsicce amidacee rosa e patate condite con paprika.
Dal ristorante alla città d’acqua
La tappa successiva è Wuzhen, città d’acqua del settimo secolo spesso chiamata la “Venezia della Cina”. Per raggiungerla si prende un autobus. L’atmosfera di località turistica appartata è diversa da quella del ristorante cittadino. I viaggiatori partecipano a un laboratorio di tintura dei tessuti con una tecnica batik che, secondo il video, risale a 1,300 anni fa. Un piccolo problema con un guanto non impedisce loro di preparare un fazzoletto tinto da portare via come ricordo.
Una barca tradizionale percorre i canali antichi e offre una vista tranquilla degli edifici e dell’acqua. La gita è rilassante e supera le aspettative del gruppo; l’intera cittadina sembra un parco storico in cui il passato è ancora visibile. Più tardi i viaggiatori esplorano le strade del cibo, assaggiando un pancake arrotolato con cipollotto e una sottile pellicola commestibile di riso glutinoso. Trovano anche germogli di bambù. L’involucro si mangia insieme allo spuntino, una soluzione che li sorprende.
L’ultima cena è in un ristorante specializzato in anatra arrosto. La preparazione cinese risulta più ricca e intensa di quella familiare ai viaggiatori. Al tavolo arrivano anche ravioli di gamberi con aceto e manzo brasato con ravanello, che mostrano la varietà della cucina locale. Il gruppo discute se il cibo cinese sia salutare: uno dei viaggiatori lo considera ricco di verdure, ma la guida non condivide del tutto il giudizio, soprattutto nel confronto con il fish and chips.
La guida locale Ming, di Tripot, viene indicata come utile per superare la barriera linguistica e capire le consuetudini. I viaggiatori osservano che in molte zone si parla poco inglese e che il supporto della guida facilita gli spostamenti e le attività. Una visita organizzata permette di concentrarsi sulle tappe e sugli assaggi senza dover risolvere ogni problema da soli. La giornata è intensa e stancante, ma Wuzhen resta una tappa memorabile per il gruppo.
Domande frequenti (secondo l’esperienza del viaggiatore)
- D: Com’era la pancetta di maiale?
- R: Era molto buona, con un gusto dolce simile alla salsa barbecue e la pelle croccante, una consistenza che rendeva il piatto particolarmente apprezzato.
- D: Che sapore aveva l’insalata di asparagi?
- R: Aveva un gusto simile al cetriolo ed era servita fredda, con una consistenza fresca e piacevole per accompagnare gli altri piatti.
- D: Com’era l’anguilla d’acqua dolce?
- R: La carne era consistente e servita con una salsa gradevole; sorprendentemente è piaciuta e non ricordava le anguille gelatinose del Regno Unito.
- D: Com’era l’uovo d’anatra conservato?
- R: Era un uovo salato dalla consistenza soda, servito con tofu setoso; una persona lo ha apprezzato, mentre a un’altra ricordava semplicemente il gusto dell’uovo.
- D: Per che cosa è conosciuta Wuzhen?
- R: Wuzhen viene chiamata la Venezia della Cina ed è presentata come una splendida città d’acqua risalente al settimo secolo.
- D: Com’è stato il laboratorio di tintura?
- R: Nel laboratorio, che secondo la fonte ha 1.300 anni, i viaggiatori hanno provato il batik e preparato un fazzoletto tinto da portare come ricordo.
- D: Che cosa c’era di speciale nelle strade del cibo?
- R: Hanno trovato involtini con cipollotto avvolti in una pellicola commestibile di riso glutinoso, oltre a germogli di bambù e altre specialità.
- D: Qual era la specialità dell’ultimo ristorante?
- R: Il locale era specializzato in anatra arrosto; il pasto comprendeva anche ravioli di gamberi con aceto e manzo brasato con ravanello.
- D: Il cibo cinese è salutare?
- R: Una viaggiatrice lo riteneva ricco di verdure, ma la guida non condivideva del tutto il giudizio, soprattutto nel confronto con il fish and chips.


