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Lo stesso cielo, lo stesso sogno.

Unità 731 a Harbin: storia e architettura russa

Unità 731: l'orribile segreto nascosto a Harbin, in Cina

Destinazione:CinaProvincia:HeilongjiangCittà:Harbin
Unità 731: l'orribile segreto nascosto a Harbin, in Cina
Itchy Boots24 min

Unità 731: l'orribile segreto nascosto a Harbin, in Cina. Questo è stato girato da Itchy Boots. Guarda il viaggio per intero e consulta in questa pagina le informazioni sulle riprese e le destinazioni.

Un viaggio in moto conduce a Harbin, tra architettura russa e una visita al sito dell'Unità 731.

--- Itchy Boots
2/9/2026, Autunno in Cina

Guida e consigli di viaggio tratti da questo video

Nel nord-est della Cina, Itchy Boots arriva a Harbin e trova uno skyline dall'impronta russa ed europea. Sotto il volto moderno della città si trova il sito dell'Unità 731, laboratorio giapponese di guerra durante il conflitto, dove furono condotti esperimenti su esseri umani. L'episodio alterna il viaggio in moto a una visita storica difficile, ricordando ferite della guerra che non vanno dimenticate.

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Unità 731: l'orribile segreto nascosto a Harbin, in Cina

Harbin e la sua eredità russa

In questa tappa del suo viaggio in moto intorno al mondo, Itchy Boots lascia le strade vuote della Mongolia Interna e punta verso l'imponente skyline di Harbin. La città le sembra più simile a Mosca che alla Cina vista finora. Il percorso è lungo e caldo; per alcuni momenti teme che la sua Yamaha Tenere resti senza benzina, finché compare una stazione di servizio.

Harbin nacque come piccolo villaggio di pescatori; il nome significa letteralmente «luogo dove si stendono le reti da pesca». Negli anni 1890 arrivarono lavoratori russi per prolungare la Ferrovia Transiberiana. Nel 1917, 40.000 dei 100.000 residenti erano russi, e in città vivevano persone di 53 nazionalità che parlavano 45 lingue. L'influenza europea era tale che le nuove mode di Parigi arrivavano qui prima che a Shanghai. Passeggiando si incontrano chiese ortodosse russe ornate, facciate europee e piazze che ricordano l'Europa orientale.

Unità 731 a Harbin

La bellezza della città non racconta tutta la sua storia. Per raggiungere il centro, la viaggiatrice prende un taxi, perché le moto non sono ammesse. Poi visita il sito dell'Unità 731, una struttura giapponese di guerra biologica attiva negli anni 1930 e 1940, nascosta alla periferia di Harbin. Il museo documenta gli esperimenti compiuti su civili cinesi, mongoli, russi e coreani. I prigionieri venivano chiamati maruta, cioè «tronchi» o «pezzi di legno», e subirono crudeltà presentate come ricerca. Dopo aver visto le esposizioni, racconta di essersi sentita male.

Gli storici stimano che tra 300.000 e 500.000 civili cinesi morirono a causa degli attacchi biologici partiti da questa struttura. Poco prima della fine della Seconda guerra mondiale, i giapponesi la incendiarono; molti responsabili evitarono la punizione cedendo i dati delle ricerche agli Stati Uniti. È un capitolo oscuro che molti programmi scolastici, compreso quello seguito dalla viaggiatrice nei Paesi Bassi, non menzionavano. Per chi visita il luogo, è come scoprire una parte nascosta della Seconda guerra mondiale e del rapporto tra Cina e Giappone.

L'episodio contiene anche momenti più leggeri: spuntini lungo la strada, incontri cordiali con la polizia stradale e una replica della Torre Eiffel al centro di un incrocio. Ma la conclusione della visita è che la storia non scompare quando gli edifici vengono bruciati o i racconti sepolti. Itchy Boots lascia Harbin con una comprensione più profonda del passato e con la consapevolezza che viaggiare può significare affrontarlo, oltre che godersi il presente.

Prima della visita, vede anche spuntini lungo la strada, incontra con cordialità alcuni agenti del traffico e nota una replica della Torre Eiffel collocata in un incrocio. La storia dell'Unità 731 non compariva nel programma scolastico seguito nei Paesi Bassi, dove è cresciuta. La visita le fa capire che il viaggio in moto non riguarda soltanto le strade e gli edifici: significa anche confrontarsi con le storie che la città conserva.

Domande frequenti (secondo l’esperienza del viaggiatore)

D: Perché hai visitato l'Unità 731?
R: Sentivo di doverla vedere. È una parte cruciale dell'identità di Harbin e dei rapporti tra Cina e Giappone, e non ne avevo mai imparato nulla. Mi piace mostrare luoghi divertenti, ma alcune storie sono troppo importanti per essere ignorate.
D: Che cosa ti ha sorpresa di più di Harbin?
R: La città mi è sembrata più simile a Mosca che a qualsiasi altro luogo visto in Cina. Ho scoperto che negli anni 1890 arrivarono lavoratori russi per prolungare la Ferrovia Transiberiana e che, in seguito, vi abitavano persone di 53 nazionalità e 45 lingue.
D: Perché non hai guidato la moto in città?
R: Harbin ha una nuova regola che vieta le motociclette nel centro. Gli scooter elettrici sono ovunque, ma per arrivare all'Unità 731 ho dovuto prendere un taxi. Gli scooter elettrici circolano liberamente, ma la regola riguarda le motociclette nel centro cittadino.
D: Qual è stata la cosa più sconvolgente appresa al museo?
R: La portata dell'orrore. I prigionieri erano chiamati maruta, cioè tronchi, e gli esperimenti includevano congelamento, infezioni e gas mostarda. Centinaia di migliaia di civili cinesi morirono a causa degli attacchi biologici. Le cifre indicate nel museo riguardano i civili cinesi uccisi dagli attacchi biologici.

Video di viaggio precedente:

Unità 731 a Harbin: storia e architettura russa

Itchy Boots arriva a Harbin, esplora l’architettura russa e visita il sito dell’Unità 731 a Harbin, legato alla storia bellica tra Cina e Giappone.

Attrazioni che si vedono in questo video: saint sophia church, unit 731 museum, sophia square